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Federico Graziani, Vini dell'Etna da vigne centenarie

Ci sono produttori che fanno vino. E poi ci sono quelli che salvano la memoria di un territorio.

Federico Graziani appartiene alla seconda categoria. Ex miglior sommelier d'Italia nel 1998, laureato in Viticoltura ed Enologia, arriva sull'Etna nel 2006 e sceglie di non guardare altrove: compra una vigna centenaria a Passopisciaro, Contrada Feudo di Mezzo, salvandola dallo sradicamento. Da quel gesto nasce tutto.

I suoi vini crescono sul versante nord del vulcano, a quote che sfiorano e superano i 600 metri, su suoli lavici che non concedono resa ma regalano identità. Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio in prevalenza, lavorati a mano, senza scorciatoie. La produzione è deliberatamente piccola circa 22.000 bottiglie totali — perché certi vini non si fabbricano: si custodiscono.

Quello che trovi qui non si trova ovunque.

  • 2023

Federico Graziani e l'Etna: una scelta, non un caso

Il percorso di Federico Graziani nel vino inizia prestissimo: i primi studi da sommelier nel 1990, la vittoria al concorso AIS come miglior sommelier d'Italia nel 1998, anni di lavoro nell'alta ristorazione. Un cursus honorum classico per chi vuole stare dall'altra parte del bancone — scegliere i vini degli altri. Invece, nel 2006, mentre consegue la laurea in Viticoltura ed Enologia, visita l'Etna per la prima volta. E qualcosa cambia.

La montagna di fuoco non è solo un terroir di moda. Per chi conosce il vino in profondità, l'Etna è uno dei pochi posti al mondo dove tempo, suolo e quota si incontrano in modo irripetibile. I suoli vulcanici sono porosi, privi di fillossera, con una mineralità che non si compra in cantina. Le vigne centenarie che Graziani recupera a Passopisciaro, in Contrada Feudo di Mezzo, sono sopravvissute a eruzioni, abbandoni e speculazioni. Portano in sé decenni di storia che nessuna nuova piantumazione potrà mai restituire.

Con la guida di Salvo Foti e I Vigneri — il collettivo che ha contribuito a far riscoprire l'enologia etnea al mondo — nasce il primo vino: Profumo di Vulcano, ancora oggi l'etichetta simbolo della cantina.

La filosofia produttiva di Graziani non insegue la perfezione tecnica ma la verità del luogo. I vini sono espressione diretta del suolo vulcanico, della quota, dell'annata — con tutto ciò che questo comporta in termini di variabilità e carattere. Non esistono due annate identiche, e questa non è una limitazione: è il punto. Per chi cerca etichette fuori dall'ordinario, i vini rossi siciliani nel catalogo Gwineria offrono un panorama sempre più ricco di espressioni autentiche del territorio.

I vini di Federico Graziani su Gwineria

In catalogo trovi le quattro etichette principali della cantina, tra i vini rossi e bianchi di maggiore carattere della nostra selezione:

  • Profumo di Vulcano 2022 — il rosso di punta, nato da due appezzamenti storici di mezzo ettaro a circa 600 metri in Contrada Feudo di Mezzo. L'etichetta che ha fatto conoscere Graziani al mondo.
  • Rosso di Mezzo 2022 — ottenuto da uve di vigneti centenari di Passopisciaro, espressione diretta di un singolo vigneto e della sua storia.
  • Etna Rosso 2023 — il vino più accessibile della gamma, pensato per condividere il lavoro della cantina con un pubblico più ampio senza rinunciare all'identità del territorio.
  • Mareneve Terre Siciliane Bianco 2023 — progetto ad alta quota nato come esperimento sulla reazione dei vitigni al clima vulcanico estremo. Un bianco che racconta l'Etna da un'altra prospettiva.

Quattro vini. Quattro prospettive sullo stesso vulcano. Etichette che per rarità e identità rientrano di diritto tra i vini da collezione della nostra selezione. Se vuoi esplorare altri grandi interpreti del vino italiano, scopri tutti i produttori presenti su Gwineria.