Vini Grosjean
Tra i 500 e i 900 metri di altitudine, sui pendii terrazzati di Quart, la famiglia Grosjean coltiva da generazioni gli undici vitigni autoctoni della Valle d'Aosta. Ne nascono vini di montagna, freschi ed eleganti, che raccontano un territorio piccolo per dimensioni ma unico per varietà ampelografica.
- 2025
- Grosjean
Chi è Grosjean: una storia di famiglia tra le montagne valdostane
Le radici della famiglia Grosjean affondano nei pascoli d'alta quota di Valgrisenche, da dove un tempo scendevano per coltivare vite e castagni sui versanti più bassi. È nel 1968 che Dauphin Grosjean imbottiglia per la prima volta il proprio vino, presentandolo all'Exposition des Vins du Val d'Aoste: un debutto che convince e che spinge tutta la famiglia a investire nella vigna. Da allora la cantina, oggi nella frazione di Ollignan tra Quart e Saint-Christophe, è cresciuta restando saldamente in mano alla famiglia: prima cantina nuova nel 2000, conversione biologica nel 2011, ampliamento nel 2015. Oggi la terza generazione, Hervé, Didier, Simon e Marco, porta avanti lo stesso lavoro artigianale iniziato dal nonno.
Il territorio e i vitigni autoctoni della Valle d'Aosta
I vigneti Grosjean si arrampicano tra i 500 e i 900 metri di altitudine, su terrazzamenti che in alcuni punti superano l'80% di pendenza: suoli di origine morenica, sabbiosi e poveri, ideali per una viticoltura di montagna di qualità. È qui che la famiglia coltiva undici vitigni autoctoni della Valle d'Aosta — Petite Arvine, Fumin, Cornalin, Premetta e Petit Rouge tra i principali — affiancati da varietà internazionali come Chardonnay, Pinot Noir e Gamay, che nel tempo si sono perfettamente adattate al clima alpino. Chi ama i bianchi di montagna della Valle d'Aosta troverà nella Petite Arvine e nello Chardonnay Grosjean due delle espressioni più autentiche di questo territorio.
Uno stile che nasce dalla viticoltura eroica
Lavorare la vigna su questi pendii significa accettare fino a 700-800 ore di lavoro manuale per ettaro, contro una media italiana di circa 150: è la cosiddetta viticoltura eroica, che in cantina si traduce in uno stile non interventista. Fermentazioni spontanee con lieviti autoctoni, follatura al posto del rimontaggio, uso minimo di solforosa e, per gli affinamenti più lunghi, piccole botti di rovere in stile borgognone. Il risultato sono vini freschi, eleganti e via via più riconoscibili, certificati biologici dal 2011 — Grosjean è stata la prima cantina della Valle d'Aosta a completare questo percorso.
Domande frequenti sui vini Grosjean
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