Terre di Leone
Sette ettari sulle colline vulcaniche di Marano di Valpolicella, un'eredità di famiglia e la volontà di raccontare un unico territorio: nasce così Terre di Leone, cantina che porta il nome del fondatore e la cui produzione si divide in etichette di carattere diverso ma di identica coerenza. Ogni bottiglia riflette un metodo di lavoro artigianale, dalla vendemmia manuale alla vinificazione condotta per gravità, pensato per rispettare il frutto prima ancora di trasformarlo in vino.
- Valpolicella doc
Il territorio di Marano di Valpolicella
Marano di Valpolicella si trova nel cuore della Valpolicella Classica, l'area storica della denominazione a nord-ovest di Verona. I vigneti di Terre di Leone poggiano su suoli di origine vulcanica, prevalentemente basaltici, che conferiscono ai vini mineralità e un profilo aromatico riconoscibile. È lo stesso territorio che, nella sua espressione più ampia, alimenta la produzione di rossi veneti capaci di raccontare identità locali molto diverse tra loro: conoscere il contesto aiuta ad apprezzare meglio cosa distingue una piccola cantina familiare come questa.
I vitigni autoctoni della Valpolicella Classica
Le uve coltivate sono quelle tradizionali della zona: Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e Oseleta, allevate a guyot con densità di impianto piuttosto elevata rispetto alla media dell'area. È una scelta agronomica che privilegia la qualità del frutto sulla quantità, coerente con una produzione limitata e pensata per durare nel tempo più che per rincorrere i volumi.
Due linee, un'unica filosofia
La produzione di Terre di Leone si articola in due anime distinte: una linea più elegante e affinata, che porta il nome stesso della cantina, e "Il Re Pazzo", un'interpretazione più diretta ed estroversa degli stessi vitigni. Non sono due mondi separati, ma due modi di raccontare la stessa terra: da un lato la profondità dell'affinamento lungo, dall'altro l'immediatezza di un sorso pensato per il quotidiano.
I vini di Terre di Leone
Il catalogo firmato Terre di Leone che proponiamo racconta bene questa doppia anima:
- Amarone della Valpolicella DOCG "Re Pazzo" — l'espressione più concentrata e complessa della cantina, frutto di uve appassite e di un affinamento lungo in botte di rovere francese: un vino da riservare alle occasioni in cui vale la pena aspettare.
- Valpolicella Classico DOC "Re Pazzo" — la versione più fresca e diretta dello stesso terroir, pensata per la tavola di tutti i giorni senza rinunciare al carattere varietale della Valpolicella Classica.
- Dedicatum, Rosso Veronese IGT — l'etichetta dedicata al fondatore della cantina, un assemblaggio di uve autoctone da un vigneto storico, prodotto solo nelle annate ritenute all'altezza: per questo motivo le quantità disponibili variano di anno in anno.
Abbinamenti e occasioni di degustazione
L'Amarone Re Pazzo trova la sua dimensione ideale accanto a brasati, selvaggina e formaggi stagionati, meglio se in un momento in cui c'è tempo per lasciarlo aprire nel bicchiere. Il Valpolicella Classico Re Pazzo si presta invece a un uso più versatile, dai primi piatti saporiti ai salumi, fino a una serata tra amici senza troppe formalità. Il Dedicatum, per la sua produzione limitata alle sole annate migliori, è spesso scelto per occasioni che meritano un'etichetta fuori dall'ordinario.








