Primitivo di Manduria dop Sessantanni San Marzano
Sessantanni. Non è solo un nome sul’etichetta, è il tempo che queste viti hanno passato ad affondare le radici nella terra rossa del Salento, in quel fazzoletto di Puglia tra San Marzano e Sava dove il Primitivo di Manduria esprime il meglio di sé.
Il Primitivo di Manduria San Marzano Sessantanni è uno dei rossi italiani più riconosciuti all’estero. Non per una campagna marketing, ma perché quando lo stappi, il vino parla da solo.
Se ami il Primitivo del Salento e vuoi confrontarlo con un’altra etichetta di riferimento, dai un’occhiata al Primitivo Es di Gianfranco Fino — un vino completamente diverso per stile, ma che racconta la stessa terra con un’altra voce.
Perché questo vino è difficile da replicare
Le vigne da cui nasce il Sessantanni hanno oltre sessant’anni di età. Sono allevate ad alberello, il sistema di coltivazione tradizionale pugliese, con 5.000 piante per ettaro. Piante vecchie, radici profonde, rese bassissime: circa 3.000 kg di uva per ettaro. Per capire cosa significa, pensa che una vigna normale può arrivare a 8-10 volte tanto.
Meno uva significa concentrazione. Ogni acino porta dentro di sé tutto quello che la pianta ha assorbito in decenni di vita. Non si può accelerare questo processo, non si può simulare. Si aspetta, e basta.
La zona di produzione, la Valle del Sessantanni, circa 40 ettari in totale, riceve pochissima pioggia durante l’anno e d’estate il Scirocco nordafricano asciuga l’aria, proteggendo naturalmente le viti da muffe e parassiti. È un microclima che lavora per te, che non si trova altrove.
Cosa trovi nel bicchiere
Il colore è rosso rubino intenso, quasi impenetrabile. Al naso si apre subito con prugne mature e confettura di ciliegia, poi arrivano le note di tabacco, spezie dolci, un tocco di vaniglia e cacao che vengono dai 12 mesi in barrique di rovere francese e americano.
In bocca è pieno, morbido, con tannini maturi che non aggrediscono ma avvolgono. Il finale è lungo, uno di quei finali su cui vale la pena fermarsi, con ritorni di cacao, caffè e una punta balsamica.
14,5% di alcol, da servire a 18°C dopo almeno 30 minuti di decantazione. Se hai pazienza, aprilo un’ora prima.
Con cosa abbinarlo
Il Sessantanni Primitivo di Manduria regge piatti importanti: costata di manzo, agnello al forno, cinghiale in umido, selvaggina. Va benissimo anche con formaggi stagionati come pecorino e parmigiano invecchiato. Se vuoi berlo senza cibo, è uno di quei vini da meditazione in cui ti perdi volentieri, proprio come altri grandi vini rossi della Puglia che trovi nel nostro catalogo.
Un vino che migliora nel tempo
Il Primitivo di Manduria Sessantanni di San Marzano ha una buona capacità di invecchiamento: 8-12 anni dall’annata, se conservato correttamente in cantina a temperatura costante. Le annate più recenti sono ancora in fase di evoluzione — se lo compri oggi e aspetti qualche anno, trovi un vino diverso, più complesso, con i tannini ancora più integrati.
Una bottiglia che fa figura
Se stai cercando un vino da regalare e vuoi fare una figura seria senza spendere una fortuna, il Sessantanni è una scelta difficilmente sbagliabile. È un nome conosciuto tra gli appassionati, ha un’etichetta riconoscibile e racconta una storia che vale la pena raccontare a tavola.
Le bottiglie disponibili di questa annata sono limitate. Il Sessantanni non è una produzione di massa.
| Peso | 1,5 kg |
|---|---|
| Dimensioni | 14 × 14 × 35 cm |
| Produttore | San Marzano |
| Tipologia | Vino |
| Regione | Puglia |
| Annata | 2018 |












